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RAFFAELE PISU


Nome:Raffaele Pisu
Data e luogo di nascita: 24 maggio 1925, Bologna, Italia

Eclettico, istrionico, figlio di carabiniere e fratello d’arte ( il celebre attore Mario Pisu). Artista completo: teatro, radio, televisione e cinema lo hanno visto, in oltre 60 anni di carriera, sempre protagonista ai massimi livelli.

Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, deportato in Germania in un campo di concentramento nazista, si inventa presentatore per trasmissioni di varietà ai microfoni di Radio Bologna. Con il suo amico Enzo Biagi, nel 1945, è fra i fondatori del Teatro La Soffitta di Bologna. Teatro e radio diventano le sue principali manifestazioni artistiche, ma anche nel cinema comincia a muovere i primi passi insieme a Walter Chiari ne “Il padrone del vapore”.

La sua caparbietà lo porta a intraprendere con successo anche la strada della rivista, di cui diventerà uno dei principali protagonisti: le sue saranno riviste di serie A con Wanda Osiris, Gino Bramieri, Lisetta Nava e Franca Rame.

Sempre alla ricerca di nuovi stimoli e nuovi traguardi, non si accontenta mai del successo raccolto e si lancia in nuove avventure: recita nel cinema, diretto da Monicelli, in “Padri e Figli” con Marcello Mastroianni e Vittorio De Sica. E poi Steno con “Susanna tutta panna”…e poi la televisione; si il nuovo che lui sempre ricerca e lo affascina…lo vede tra i protagonisti fin dal suo inizio. Il varietà “Lui, lei e gli altri” e il teleromanzo “Valentina” sono due enormi successi, ma quando presenta al fianco di Gino Bramieri e di Marisa Del Frate il varietà del Sabato sera “L’amico del giaguaro”, diventa la punta di diamante dell’allora rete unica. E’ il 1961 e da questo momento fino al 1973 diventa il numero uno della televisione, con importanti ruoli ricoperti anche al cinema la sua popolarità tocca i vertici altissimi: “Italiani si nasce”, “Il rosso e il nero” “Senza rete” sono i clamorosi successi tv, mentre al cinema lo vediamo in “Valeria, ragazza poco seria” e in peplum avventurosi come “Ulisse contro Ercole”; è il protagonista della pellicola drammatica “Italiani, brava gente” diretto da Giuseppe De Santis, ma anche de “L’ombrellone” per la regia di Dino Risi e “Non stuzzicate la zanzara” di Lina Wertmuller.. Sarà la spalla comica di Tina Pica, Ugo Tognazzi e sarà diretto dai migliori registi della commedia all’italiana dell’epoca. Amato dalle donne, stimato professionalmente dagli uomini, ma anche “idolo” dei bambini grazie alla sua performance tv, in “Che domenica amici”, insieme al suo alter ego Provolino, un pupazzo irriverente, che ironizza sui costumi degli italiani.

E’ un successo globale, ma come ormai ci ha abituato, quando le cose diventano facili non lo divertono più e scompare improvvisamente in un lungo e immotivato oblio almeno dalle reti nazionali (si parla di forti divergenze artistiche con la dirigenza RAI).
Invece su quelle locali, allora agli albori, idea e conduce “Gran Bazar” (1977) la prima trasmissione di televendite italiana (ma per molti si può affermare che è il primo esempio mondiale di televendita). Una semplice intuizione, quasi banale a vederla con gli occhi di oggi, ma che rivoluziona completamente il panorama pubblicitario tv. Fino ad allora esisteva “Carosello”; da quell’aprile 1977 si può parlare di televendita, telepromozioni, messaggio promozionale.
Come attore riappare, in un piccolo ruolo, solo nel 1986, nella miniserie tv “Lulù” diretto da Sandro Bolchi. Il cameo  spingerà Antonio Ricci a richiamarlo sul piccolo schermo come conduttore insieme a Ezio Greggio, del tg satirico "Striscia la notizia", su Canale 5. Inizia una nuova primavera artistica, soprattutto grazie alla nuova moda delle “fictions”. Nel 2001 Giulio Base lo dirige in Non ho l'età (e nel suo seguito), nel ruolo di un arzillo vecchietto combinaguai, poi ritorna anche al cinema , convinto da Luca Barbareschi, che lo dirige ne “Il Trasformista”(2002). Diventa attore cult per il pluripremiato regista Paolo Sorrentino, per il quale recita nel ruolo dell'ex proprietario di un albergo che si riduce a vivere in una stanza dello stesso. Il film è “Le conseguenze dell’amore” (2004): sarà così ottimo nella sua recitazione da vincere il Nastro d'Argento come miglior attore non protagonista e da ottenere una nomination ai David di Donatello nella stessa categoria.

Gli anni passano ma il nostro “Lele” non si arrende mai: continua a lavorare ottenendo sempre successi chiari: a teatro “Il delitto perfetto” è stato uno dei principali successi dell’ultima stagione teatrale, e verrà ripreso anche nella prossima; al cinema devono uscire nei prossimi mesi ben 3 film, che lo vedono interprete, tra cui anche la nuova e attesissima pellicola di Paolo Sorrentino.


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